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CLAUDIO VANNUCCINI

TIENI LONTANA LA NOTTE

 

La ragazza è in terra, distesa di schiena sull'asfalto unto e maleodorante del mercato, il volto terrorizzato è rivolto verso l'alto, dove non c'è il cielo da guardare, ma un tetto sporco di plasticato ondulata. ANsima, nascosta dal buio e dal silenzio, un silenzio cupo, circondato dagli spettri dei banchi chiusi con le serrande sporche e arrugginite. E' ferma, inerme, bloccata in quella posizione come se un macigno le impedisse ogni movimento; il viso piegato da un'espressione, disegnata dal terrore, è contratto da una smorfia di dolore e di pianto che viene fuori. Gira la testa, con gli occhi spalancati dalla paura in cerca di qualcosa cui aggrapparsi, ma c'è solo il vuoto freddo di un luogo deserto, abbandonato alla solitufìdine della notte.

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