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ERIKA NANI

 

Altrincontri

 

1.

Lunedì. 7:30

Esco di corsa da casa. Con il piede cerco di bloccare Olga, il mio cane, che vorrebbe venire con me. Ho il sacchetto dell'umido in una mano. La borsa e l'ombrello nell'altra. Il giro della sciarpa è talmente ampio che non vedo oltre il mio

mento. Cerco di chiudere la porta tirandola con il piede. Il colpo è troppo delicato. La porta si socchiude. Il mio cane intravede in questo un barlume di speranza ed inizia a guaire e scavare rumorosamente contro la porta. Il mio telefono inizia a suonare. Cerco con gli occhi la borsa che ho a tracolla ma da qui non la vedo neanche. Afferro con il gomito il pomello della porta e do un colpo secco. Finalmente si chiude. Il telefono squilla. Il mio cane ulula. Io scendo le scale velocemente. Il sacco dell'organico gocciola. Sti sacchetti sono una maledizione: ne ho messi anche due! Arrivo fuori.

Respiro. Il mio cellulare continua a suonare. Tanto è mia sorella. Di sicuro. Solo lei può chiamarmi di prima mattina ed insistere a questa maniera. Getto l'immondizia nell'angolo preposto dal condominio. D'istinto mi annuso la mano: sa di fritto e di frutta. Ieri sera abbuffata. Il top per il mio intestino delicato. Ma da oggi basta. Da oggi dieta. Da oggi mi amo.