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GIANLUIGI REDAELLI

Diario di Gian 

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Però quante ne ho passate! Vita di Gian,

ovvero l’evoluzione attraverso 50 anni di esperienze di un uomo, quasi, qualunque, da tagliato fuori a figlio del 68 e militante impegnato.

 

Prologo

Chiunque tu sia che stai iniziando a leggere queste righe…vuol dire che forse sono morto, perché proprio non credo di poter riuscire a pubblicare questo libro da vivo, essendo un perfetto sconosciuto senza santi in paradiso e politici della casta in terra. A meno che mi riesca di vincere qualcosa al superenalotto, l’unico gioco da fregatura a cui ogni tanto soggiaccio, per cui avrei grana sufficiente a pubblicare a mie spese. Detto questo, come si deve dire oggi per essere alla page, la mia storia comincia in modo, potrei dire, rocambolesco fin da quando ho venuto al mondo (così si esprime un mio amico nero, e a me piace moltissimo).

Dunque, allora cominciamo, si va bè lo so che non si deve usare il dunque per cominciare una frase ma per concludere un periodo, ma se permettete a settant’anni suonati si può cominciare a concludere qualcosa o no?