GIULIA QUARANTA PROVENZANO

 

La storia di Viola

Seduta sul letto già da un po’, gambe incrociate, schiena ricurva Viola fissava quella vita mancata. La finestra della camera era chiusa. Nessuna luce, soltanto una tenue lampadina sopra la testa di capelli castani raccolti in una treccia composta. La morte nell’ordine apparente pensò. Sì, proprio la morte percepì come unica compagna. Latente. Rabbrividì. Immaginò un mondo senza di lei. Chissà se qualcuno avrebbe sentito la sua mancanza. Avrebbe lasciato allora in eredità agli stanchi giorni la parte migliore di sé: i suoi libri. Magari un futuro per loro sarebbe stato possibile – e lei avrebbe realizzato finalmente il suo più grande, unico vero sogno: essere riconosciuta scrittrice. Chiuse gli occhi, cercò il contatto con la natura fuori.

 

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