TROSKIJ NOIR XII - IL RITORNO DEL COMMISSARIO RENZI

 

La vita a Castelleone trascorreva tranquilla. Il piccolo paesino sul mare si stava preparando alla stagione estiva. Nel fine settimana la cittadina era invasa dai villeggianti dall’entroterra che lasciavano il capoluogo per rinfrescarsi nelle tiepide acque  del mare.

Il Commissario Renzi era tornato al commissariato del piccolo borgo, dopo aver guidato quello del capoluogo. Un vero e proprio declassamento. Era stato sostituito dall’Ispettore Letta, ora nominato commissario.

  “Si calmi commissario, altrimenti la sua ulcera peggiorerà -  le disse il Dottor Alfano, il medico del paese.- Inoltre, ha anche il fegato affaticato! Prenda questo ritorno in paese con più serenità.”

“Ma come faccio?! Un commissario della mia esperienza che torna a dirigere un piccolo posto di polizia e per di più sostituito dal commissario Letta, quello a cui avevo fatto le scarpe appena usciti dall’Accademia di Polizia. Come faccio a non essere stressato ed arrabbiato con il mondo?”

“Lei deve fare come me – spiegò il dottor Alfano – Anche io avevo davanti una splendida carriera come chirurgo, ma la concorrenza al Policlinico era spietata. Non me la sentivo di sacrificarmi fino a quaranta anni con la speranza di un cattedra come primario. Ho impalmato la figlia di un ricco imprenditore e me la sono sposata. Mi sono accontentato di un posto come medico di famiglia a  Castelleone.”

“Forse hai ragione tu, Dottor Alfano”.

 

“Non ti azzardare più a girare attorno a mia moglie o ti spacco la faccia.” minacciò Luigi Salvini.

“Ma che stai dicendo. Io tua moglie sarà almeno una settimana che non la tocco.” Disse spavaldo

Franco Di Maio.

“Brutta razza di farabutto. Ti mando all’ospedale. T’ammazzo!” Ribatté Salvini minaccioso con una bottiglia di birra in mano.

“Calmi ragazzi, non voglio guai nel mio locale. Lo sapete che non voglio la polizia ” affermò Giulio Mattarella, il gestore del Bar dello Sport, dove stava avvenendo la furiosa discussione.

Il bar dello Sport stava nei pressi del locale Stadio vicina la Marina. Da quando lo gestiva Mattarella era diventato il locale più frequentato di Castelleone, soprattutto nella bella stagione. Nel locale girava della droga e spesso subiva le viste delle forze dell’Ordine, ma finora non avevano riscontrato nulla. Sicuramente pagava qualche poliziotto, l’agente Orfini, diceva la vox populi..

“Non finisci qui, Franco Di Maio. Stai attento a te! Ed anche tu Giulio”

 

Salvini era sposato con Maria Rosaria Boschi, una bella donna dal passato tempestoso che spesso accettava le attenzioni degli altri uomini. Luigi era stato per quattro anni in galera, appena sposato. Era finito dentro per una questione di droga. Era stato preso durante un normale controllo di pattugliamento stradale, mentre trasportava  due chili di cocaina. In carcere era entrato in contatto con il Clan dei Marsigliesi e grazie a loro voleva  fare  il grande salto nel mondo della droga.

Franco Di Maio, era un bel ragazzo. Da sempre sfruttava la sua avvenenza per far colpo sulle donne, spesso signore sposate di una certa età, con cui aveva una relazione e poi ricattava.  

 

Michele il pensionato stava passeggiando con il fido Nanuk lungo la pineta a ridosso della Marina di Castelleone, quando fu attratto dall’abbaiare del piccolo meticcio marroncino che amava avventurarsi  tra i cespugli della macchia mediterranea. Michele era stato molto contento del ritorno del Commissario Renzi nel piccolo borgo. Aveva avuto sempre stima del poliziotto, che aveva aiutato a risolvere diversi casi.

“Arrivo, arrivo. Un attimo di pazienza!”

Lo spettacolo che si aprì davanti agli occhi di Michele fu terribile. In terra giacevano Maria Rosaria Boschi e un uomo con il volto verso il suolo.

La donna, inanimata, aveva una brutta ferita alla testa; l’uomo respirava ancora. Lo rigirò.

“Madonna del Carmine. E’ l’agente Orfini.”

L’uomo al collo aveva un foulard che forse avevano usato per soffocarlo con le iniziali F d M,

“Che tragedia! Bisogna avvertire il Commissario Renzi.” Disse Michele.

 

Maria Rosaria Boschi è morta?

L?agente Orfini si salverà?

Il foulard è di Franco Di Maio?

Cosa è successo veramente nella Pineta?

Quel è il ruolo di Mattarella nella vicenda?

E il ruolo di Salvini?

 

Nello sviluppare il vostro racconto tenente conto di queste domande

Per partecipare occorre spedire un racconto di massimo 10 cartelle, escluso l’incipit (1800 caratteri per ogni cartella per un totale di 18.000 battute ca) in un unico file word che contenga anche i vostri dati personali (nome, cognome, indirizzo, telefono, indirizzo di posta elettronica) e BREVE CURRICULUM LETTERARIO a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure su facebook GLI AVVENTORI entro il 30 GIUGNO 2018. Indicare nel messaggio di posta elettronica CAHIER DU TROSKIJ CAFE’ – NOIR.

I migliori racconti verranno pubblicati nella XI raccolta antologica LES CAHIERS DU TROSKIJ CAFE’ – NOIR nel mese di LUGLIO  2018.

La presentazione della XII RACCOLTA ANTOLOGICA avverrà nel mese di LUGLIO a Monterotondo. Durante l’evento verrà premiato il migliore racconto che sarà di base per il successivo incipit che avrà per protagonisti il Commissario Renzi e Michele con il fido Nanuk.

Il riconoscimento consisterà in libri editi dalla Montegrappa Edizioni. Verrà premiato preferibilmente l’autore che sarà presente all’incontro. Un attestato di partecipazione verrà rilasciato a chiunque presenzierà alla manifestazione.

Tutti coloro che partecipano all’iniziativa danno implicitamente assenso al fatto che la propria opera qualora selezionata, possa essere inserita gratuitamente nel volume antologico che verrà realizzato. I diritti sulla suddetta opera restano dell’autore.