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MARTINA PERNA

CINQUE DITA O POCO PIU'

 

La valigia era pronta sulla scrivania. Panni buttati a casaccio. Letto disfatto.


Per terra cristalli di specchio, lo specchio che avevo rotto io in preda all'ultima, ennesima litigata. Questa volta nulla poteva fermarmi.


Non parole né schiaffi ricevuti con violenza mentre mi penetrava il corpo senza pudore.


Provavo a liberarmi inarcando il mio corpo verso l'altro, gli mordevo le dita. Le vene del polso si ingrossavano di sangue e le mani impallidivano minuto dopo minuto.

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