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 RACHELE FERRINI

 L’Assenza di noi 

 

Guardo la sveglia sul comodino, sono solo le 3.11 di notte.

<<O mio Dio.>> Sospiro. Un’altra notte insonne, disturbata da ricordi del passato. Non casuali, non di individui sconosciuti ma di Lui; di nuovo; mi chiedo quando finiranno, così che potrò tornare a dormire sonni tranquilli. Bhè si; non sono giorni, non sono mesi, ma sono anni.

Anni buttati a pensare a Lui; Lui che non oso neanche nominare; il semplice suono di quelle lettere, mi accende una rivoluzione dentro che non dovrebbe; sentimenti di odio e rabbia entrano in collisione con sentimenti di Amore; amore che provo ancora per lui.

Questa guerra non fa che annerire la mia anima ferita.

E mi odio per questo sentimento, prepotente, insolente, logorante, arrogante che trabocca dal mio cuore. Ogni minimo sentimento che provo per lui è sprecato.

Cerco di ritrovare il sonno perduto a causa sua. Ma, tarda ad arrivare. Alla fine lo sfinimento vince, e il sonno mi prende, e mi culla, regalandomi una piccola tregua da tutti quei pensieri negativi. Cado nell’oblio, in uno stato di dormiveglia; il mio corpo cessa le sue normali funzioni, o almeno è quello che mi sembra; mi sento come sospesa nell’aria, al varco di due mondi. Quello reale, fatto di dolore e autodistruzione, e quello spirituale, fatto di ricordi e speranze. Sono arrivata al punto di stare bene solamente dentro ai miei ricordi. Mi sembra di vivere un incubo. Cerco di sopravvivere al mondo reale, ed a tutte le sue sfide, per poi cullarmi nel mio mondo interiore.